
Vita di città
Storia Viva - La reliquia della Santa Croce nella chiesa del Carmine a Ruvo di Puglia
La stauroteca esposta per le feste della Croce
Ruvo - mercoledì 9 settembre 2026
Nel quadro della pietà confraternale ruvese, il culto della Passione promosso presso la chiesa del Carmine trova un riferimento centrale non solo nel veneratissimo Cristo al Calvario, ma anche in una insigne reliquia della Santa Croce esposta in occasione delle due feste della Croce del 3 maggio e del 14 settembre. La devozione al Sacro Legno riflette appieno la linea pastorale dell'Ordine Carmelitano che, a partire dal XVI secolo e sull'esempio del Carmine Maggiore di Napoli e di altre sedi dell'ordine, ne incoraggiò la diffusione con intenti apologetici e dottrinali a presidio dell'ortodossia controriformista.
Le fonti archivistiche documentano l'arrivo del sacro legno a Ruvo nel 1724 per tramite di Carlo Marinelli, residente a Roma e nipote dell'allora rettore, il primicerio Quercia.
La reliquia, costituita da alcuni frammenti lignei, è collocata in una stauroteca in argento composta da un'anima lignea rivestita di lamine fissate con pioli. All'incrocio dei bracci si apre la teca cruciforme che racchiude le schegge del legno, mentre il prospetto anteriore è impreziosito da un sobrio ornato inciso a foglie d'acanto, con tre puntali terminali e il cartiglio dell'INRI realizzati per fusione.
A Ruvo si contano altre due reliquie della croce: una in Cattedrale e una seconda nella chiesa di Sant'Angelo.
Nel ciclo dell'anno liturgico il manufatto assume un rilievo peculiare durante i riti della Settimana Santa. In occasione della processione del Venerdì Santo, la reliquia è portata solennemente a conclusione del corteo dei Misteri: se le statue offrono alla comunità la rappresentazione plastica dei singoli episodi della Passione, la stauroteca ne espone il segno materiale e tangibile, portando a compimento, sul piano devozionale e liturgico, il significato profondo della processione cittadina.
Le fonti archivistiche documentano l'arrivo del sacro legno a Ruvo nel 1724 per tramite di Carlo Marinelli, residente a Roma e nipote dell'allora rettore, il primicerio Quercia.
La reliquia, costituita da alcuni frammenti lignei, è collocata in una stauroteca in argento composta da un'anima lignea rivestita di lamine fissate con pioli. All'incrocio dei bracci si apre la teca cruciforme che racchiude le schegge del legno, mentre il prospetto anteriore è impreziosito da un sobrio ornato inciso a foglie d'acanto, con tre puntali terminali e il cartiglio dell'INRI realizzati per fusione.
A Ruvo si contano altre due reliquie della croce: una in Cattedrale e una seconda nella chiesa di Sant'Angelo.
Nel ciclo dell'anno liturgico il manufatto assume un rilievo peculiare durante i riti della Settimana Santa. In occasione della processione del Venerdì Santo, la reliquia è portata solennemente a conclusione del corteo dei Misteri: se le statue offrono alla comunità la rappresentazione plastica dei singoli episodi della Passione, la stauroteca ne espone il segno materiale e tangibile, portando a compimento, sul piano devozionale e liturgico, il significato profondo della processione cittadina.

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