
Vita di città
Giovedì Grasso a Ruvo di Puglia: festa, folklore e… una scorpacciata prima della Quaresima
Tra ragù, chiacchiere e il Carnevale che si gode l’ultima festa prima di andar via
Ruvo - giovedì 12 febbraio 2026
È Giovedì Grasso, una giornata in cui la città si immerge in colori, sapori e antiche tradizioni popolari tra convivialità e simbolismo.
Questa giornata, tradizionalmente celebrata nel cuore del Carnevale, è considerata il giorno dell'abbondanza; secondo la leggenda popolare locale, Carnevale stesso è personificato come un uomo gaudente e spensierato che spendeva fino all'ultimo per banchettare, mangiare e godersi la vita, consapevole che presto sarebbe giunta la sua fine simbolica con l'inizio della Quaresima, periodo di digiuno e penitenza che precede la Pasqua.
In questo immaginario, il gesto del mangiare tanto oggi diventa un rito, una sorta di "ultima festa" prima della sobrietà quaresimale.
Nel contesto gastronomico di Ruvo di Puglia, il Giovedì Grasso è soprattutto una festa di sapori ricchi e conviviali.
Il ragù di carne, piatto tipico della tradizione contadina pugliese, simbolo di convivialità e abbondanza, viene preparato in molte famiglie.
Le chiacchiere e le frittelle di Carnevale, dolci fritti immancabili in ogni casa in questi giorni, rappresentano il lato dolce di questa festa.
E poi il calzone ruvese con sponsali, una specialità locale con cipolle, olive nere, acciughe e spaghetti, protagonista quest'anno di degustazioni e sfilate in piazza.
Questa usanza affonda le radici nella cultura mediterranea del Carnevale, dove l'ultimo giorno di festa – noto in molte regioni italiane come Martedì o Giovedì Grasso – era l'ultima occasione per consumare i cibi grassi e ricchi prima dell'astinenza e della sobrietà imposte dai 40 giorni di Quaresima cristiana.
Questa giornata, tradizionalmente celebrata nel cuore del Carnevale, è considerata il giorno dell'abbondanza; secondo la leggenda popolare locale, Carnevale stesso è personificato come un uomo gaudente e spensierato che spendeva fino all'ultimo per banchettare, mangiare e godersi la vita, consapevole che presto sarebbe giunta la sua fine simbolica con l'inizio della Quaresima, periodo di digiuno e penitenza che precede la Pasqua.
In questo immaginario, il gesto del mangiare tanto oggi diventa un rito, una sorta di "ultima festa" prima della sobrietà quaresimale.
Nel contesto gastronomico di Ruvo di Puglia, il Giovedì Grasso è soprattutto una festa di sapori ricchi e conviviali.
Il ragù di carne, piatto tipico della tradizione contadina pugliese, simbolo di convivialità e abbondanza, viene preparato in molte famiglie.
Le chiacchiere e le frittelle di Carnevale, dolci fritti immancabili in ogni casa in questi giorni, rappresentano il lato dolce di questa festa.
E poi il calzone ruvese con sponsali, una specialità locale con cipolle, olive nere, acciughe e spaghetti, protagonista quest'anno di degustazioni e sfilate in piazza.
Questa usanza affonda le radici nella cultura mediterranea del Carnevale, dove l'ultimo giorno di festa – noto in molte regioni italiane come Martedì o Giovedì Grasso – era l'ultima occasione per consumare i cibi grassi e ricchi prima dell'astinenza e della sobrietà imposte dai 40 giorni di Quaresima cristiana.


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