Angela Fenicia
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Vita di città

Storia Viva - Angela Fenicia, la nobildonna che cambiò il destino delle donne ruvesi

Il sogno di una donna che seppe guardare lontano

Ci sono figure che attraversano la storia in silenzio, senza clamore, ma lasciando tracce profonde nella vita di intere generazioni. Tra queste vi è certamente Angela Fenicia, nobildonna ruvestina nata nel 1870 e scomparsa il 1° dicembre 1948, donna di straordinaria sensibilità sociale e autentica protagonista del cambiamento culturale ed educativo di Ruvo di Puglia nel Novecento.

Il suo nome è indissolubilmente legato alla nascita dell'Istituto Sacro Cuore e all'arrivo delle Figlie di Maria Ausiliatrice nella città del Talos, un evento che segnò una vera svolta nella formazione delle giovani donne e dei bambini del territorio.

Angela Fenicia consacrò la propria esistenza al bene degli altri, con una particolare attenzione verso le donne e le fasce più fragili della popolazione. In un'epoca in cui il ruolo femminile era ancora rigidamente confinato entro le mura domestiche, la sua visione apparve sorprendentemente moderna.
Con grande generosità decise infatti di donare il palazzo di famiglia in corso Antonio Jatta, affinché diventasse un luogo dedicato all'educazione delle ragazze del popolo rubastino.

Per rendere ufficiale il suo progetto si rivolse, tramite il Cardinal Eugenio Pacelli – futuro Papa Pio XII – alla Santa Sede. Il Pontefice non accolse direttamente la donazione, invitando invece il vescovo di Ruvo e Bitonto, Andrea Taccone, a fondare una struttura educativa sotto la sua tutela.
Dopo diverse vicissitudini, il sogno di Angela prese finalmente forma il 6 novembre 1929, quando giunsero a Ruvo di Puglia le prime tre suore salesiane delle Figlie di Maria Ausiliatrice, provenienti da Napoli.
Da quel momento nacque ufficialmente l'Istituto Sacro Cuore.

Le religiose avviarono immediatamente l'Oratorio festivo e i laboratori di ricamo, taglio e cucito, rivolti soprattutto alle giovani donne di una società ancora profondamente contadina.
Per molte ragazze quelle attività rappresentarono la prima concreta occasione di emancipazione: poter uscire di casa, costruire relazioni oltre il ristretto ambito familiare e acquisire competenze spendibili anche nel lavoro artigianale.
Fu proprio da quelle prime esperienze formative che nacquero le basi dell'artigianato legato all'abbigliamento e alla moda che avrebbe caratterizzato Ruvo fino agli anni Ottanta e Novanta.

Angela Fenicia intuì, con largo anticipo sui tempi, che l'istruzione e il lavoro femminile potessero diventare strumenti di dignità, autonomia e riscatto sociale.
La "Signorina Fenicia", come veniva chiamata con rispetto e affetto, mantenne sempre uno stile discreto e riservato. Non amava apparire, ma fu costantemente presente accanto alle suore, sostenendo economicamente e moralmente tutte le attività caritative e sociali dell'Istituto.
Negli anni Trenta e nel difficile periodo successivo alla Seconda guerra mondiale, fu una figura imprescindibile per il sostegno ai bambini più poveri e alle giovani donne prive di opportunità.

Ben presto l'opera educativa si ampliò con la nascita della scuola materna e successivamente della scuola elementare, che fino al 2016 ha formato centinaia di bambini secondo il sistema educativo di Don Bosco: attenzione alla persona, centralità del gioco, dello sport, della musica, del teatro e vicinanza concreta alle fasce più deboli.
Per oltre novant'anni l'Istituto Sacro Cuore ha rappresentato una vera comunità educativa, capace di accompagnare generazioni di ruvesi nella crescita umana, culturale e spirituale.

Alla scuola di Don Bosco e di Madre Mazzarello, le Figlie di Maria Ausiliatrice hanno promosso istruzione, formazione professionale, sostegno scolastico e attività ricreative, con l'obiettivo di formare "onesti cittadini e buoni cristiani".
Ancora oggi, dalle cronache custodite nell'archivio dell'Istituto – semplici quaderni compilati quotidianamente dalle suore – emerge la straordinaria opera di promozione sociale e culturale svolta soprattutto a favore della donna.
Una trasformazione lenta ma continua, fatta di piccoli gesti quotidiani, di sacrificio, umiltà e amore educativo.

L'eredità di Angela Fenicia vive ancora tra le mura dell'Istituto Sacro Cuore e nella memoria collettiva della città.
Il suo dono non fu soltanto materiale: fu un investimento sul futuro, sulla libertà e sulla dignità delle persone. In un tempo che offriva poche possibilità alle donne, lei seppe immaginare un domani diverso.
Ed è proprio in quella visione, ancora oggi attuale, che risiede la grandezza della sua opera.
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