Battaglia di Ruvo
Battaglia di Ruvo
Vita di città

Storia Viva - La battaglia di Ruvo: il massacro che cambiò il destino d’Italia

Un assalto spietato, una città in fiamme e un condottiero catturato: il feroce scontro tra Francia e Spagna che distrusse la città

La Battaglia di Ruvo, combattuta tra il 22 e il 23 febbraio 1503, fu un episodio cruciale della Seconda guerra d'Italia, che vedeva contrapposti il Regno di Francia e la Corona d'Aragona per il dominio sul Regno di Napoli. Il conflitto ebbe origine dal Trattato segreto di Granada del 1500, con cui Luigi XII e Ferdinando II d'Aragona avevano concordato la spartizione del regno, accordo che presto si dissolse per divergenze sulla Capitanata e il Tavoliere delle Puglie.

Nel tentativo di consolidare il proprio controllo sulla regione, l'esercito spagnolo, guidato dal Gran Capitano Gonzalo Fernández de Córdoba, attuò una strategia offensiva volta a sottrarre ai francesi le principali piazzeforti pugliesi. Ruvo, per la sua posizione strategica, rappresentava un nodo fondamentale nelle dinamiche belliche, ed era presidiata dalle forze francesi sotto il comando di Jacques de La Palice, un esperto condottiero che tentò di organizzare la difesa della città.

Nella notte tra il 22 e il 23 febbraio 1503, le truppe spagnole sferrarono un assalto improvviso, sfruttando l'oscurità per cogliere di sorpresa i francesi. Seguì un combattimento feroce, nel quale i difensori opposero una resistenza disperata, ma la superiorità tattica e numerica degli spagnoli prevalse. Dopo ore di scontri sanguinosi, la città cadde, La Palice fu ferito e catturato, mentre Ruvo fu devastata e saccheggiata, lasciando la popolazione in condizioni drammatiche.

La vittoria spagnola a Ruvo segnò un punto di svolta nella campagna per il controllo del Regno di Napoli, accelerando il declino della presenza francese nella regione. Pochi mesi dopo, la battaglia del Garigliano sancì definitivamente il trionfo degli spagnoli, garantendo alla Corona d'Aragona il dominio su Napoli. La battaglia di Ruvo, pur meno celebre rispetto ad altri scontri dell'epoca, esemplifica le complesse dinamiche militari e politiche del Rinascimento italiano, un periodo in cui la Penisola divenne il principale teatro delle ambizioni delle grandi potenze europee.
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