Arco di via Sant'Arcangelo
Arco di via Sant'Arcangelo
Vita di città

Storia Viva - La chiesa di Sant’Arcangelo a Ruvo di Puglia: l’eco di un culto dimenticato

Un toponimo a ricordo di una chiesa scomparsa

Di alcune chiese si ricorda l'architettura, di altre i santi, i racconti popolari, le liturgie scomparse. Della chiesa di Sant'Arcangelo, a Ruvo di Puglia, resta invece soltanto un nome, un toponimo silenzioso incastonato in un angolo del centro antico: Largo Sant'Arcangelo. Un lembo di città che conserva tracce sottili, frammenti dispersi di una storia che sfugge, che non si lascia afferrare con certezza. Eppure, proprio questo suo svanire la rende affascinante.

Non esiste, a oggi, alcuna struttura fisica dell'esistenza della chiesa di Sant'Arcangelo. Eppure – come spesso accade – il vuoto lascia intuire una presenza.

Un indizio compare nel Catasto Onciario redatto a metà Settecento: si fa menzione di un "beneficio" intitolato a Sant'Arcangelo, con sede nella chiesa che all'epoca risultava in stato di rovina, i cui proventi risultano affidati in amministrazione a soggetti legati alla famiglia del marchese Rocca di Napoli. Si trattava forse di un bene residuale, una proprietà ecclesiastica ormai priva di funzione cultuale. Ma proprio quella condizione di rovina registrata con freddezza amministrativa sembra indicare l'esistenza pregressa di un edificio sacro, seppur già allora svuotato di senso e di forma.

Nel tentativo di ricostruirne l'identità, alcuni hanno ipotizzato un legame con un antico monastero femminile, forse delle suore della Maddalena. Ma l'ipotesi appare debole: non si ha traccia, in quell'epoca e in quell'area, di una loro presenza documentata. Più convincente appare invece la lettura simbolica di uno stemma in pietra, oggi visibile tra via Specchia e Largo Sant'Arcangelo. Le conchiglie scolpite, più che richiamare ordini religiosi femminili, sembrano appartenere all'araldica familiare della famiglia Rocca, testimoniando un legame con l'antico patronato della chiesa scomparsa.

Una bolla papale del 1123, studiata da Kehr e Duchesne, menziona una chiesa dedicata a San Michele collocata "intra civitatem Rubi", sotto la giurisdizione dell'abbazia di Santa Maria in Montepeloso, oggi Irsina. Alcuni studiosi hanno suggerito che possa trattarsi della stessa chiesa poi nota come Sant'Arcangelo. Ma si tratta di un'ipotesi, priva di riscontri strutturali o testuali che consentano un'identificazione certa.

Quel che è certo è che, già nell'Ottocento, nessun edificio sacro veniva più rappresentato nelle mappe catastali della zona. L'assenza topografica si somma, quindi, a quella documentaria.

Eppure, raccontare della chiesa di Sant'Arcangelo significa tentare un esercizio diverso: non la ricostruzione storica in senso stretto, ma l'ascolto di una traccia che resiste nel toponimo, nei margini del tessuto urbano, nei simboli che appaiono dove non li si cercava più. Non ogni luogo merita d'essere riscoperto per ciò che mostra. Alcuni luoghi meritano perché, pur svaniti, continuano a interrogarci.
Altri contenuti a tema
Storia Viva - La tela della Candelora nella chiesa di San Domenico Storia Viva - La tela della Candelora nella chiesa di San Domenico Dalle radici gesuitiche al rocambolesco ritrovamento: cronaca e devozione di un capolavoro ritrovato
Storia Viva - Il San Sebastiano affrescato nella Cattedrale di Ruvo Storia Viva - Il San Sebastiano affrescato nella Cattedrale di Ruvo La storia e le vicende di un’immagine che ha sfidato i secoli
Storia Viva - Via Sant’Antonio tra passato e presente. L’antica chiesa scomparsa e la forza del vicinato Storia Viva - Via Sant’Antonio tra passato e presente. L’antica chiesa scomparsa e la forza del vicinato Documenti d’archivio, devozioni popolari e identità urbana in una delle strade più vive di Ruvo
Storia Viva - Da Ruvo ad Andria e ritorno: quando la storia dei vescovi diventa dialogo tra città Storia Viva - Da Ruvo ad Andria e ritorno: quando la storia dei vescovi diventa dialogo tra città La nomina di Mons. Domenico Basile riannoda un filo lungo quattro secoli
Storia Viva – L’incantevole Epifania di Gaspar Hovic in Sant’Angelo Storia Viva – L’incantevole Epifania di Gaspar Hovic in Sant’Angelo L’Adorazione dei Magi del 1613, un capolavoro fiammingo nella chiesa ruvese
Storia Viva - Un augurio di pietra per il Nuovo Anno nelle sculture di Palazzo Spada Storia Viva - Un augurio di pietra per il Nuovo Anno nelle sculture di Palazzo Spada A Ruvo di Puglia, un antico bassorilievo ci svela la ricetta della felicità tra "certo" e "incerto". Un monito rinascimentale perfetto per i buoni propositi del 2026
Storia Viva - La Cappella della Natività nella Cattedrale di Ruvo Storia Viva - La Cappella della Natività nella Cattedrale di Ruvo La tela dell'Adorazione dei Pastori tra arte e devozione familiare
Storia Viva - La cotognata: un’antica dolcezza della tradizione (anche) ruvese Storia Viva - La cotognata: un’antica dolcezza della tradizione (anche) ruvese Un dolce antico tra memoria monastica e identità ruvese
© 2001-2026 RuvoViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
RuvoViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.