Cotognata
Cotognata
Vita di città

Storia Viva - La cotognata: un’antica dolcezza della tradizione (anche) ruvese

Un dolce antico tra memoria monastica e identità ruvese

La cotognata è uno di quei dolci che attraversano i secoli senza perdere il loro significato più profondo. E' un racconto di stagioni, di lentezza e di saperi tramandati, custoditi nelle case e nei luoghi della vita religiosa. Diffusa in molte parti d'Italia, la cotognata assume a Ruvo di Puglia un valore particolare, diventando elemento identitario e prodotto di eccellenza destinato spesso a viaggiare lontano.


Nel 1857 Salvatore Fenicia, nella sua monografia Ruvo di Magna Grecia, affrontando con apparente leggerezza quelli che definisce "argomenti di poca importanza", osserva che i Ruvesi non sono popolo incline alla gola e che la grande gastronomia antica non ha mai trovato qui particolare fortuna. E tuttavia, quasi a correggere se stesso, ammette che lo studio e la conoscenza dei cibi non possono fare a meno di citare la rinomata cotognata di Ruvo, precisando come essa venisse confezionata in quantità tali da essere destinata quasi interamente fuori dal territorio cittadino. In poche righe Fenicia restituisce l'immagine di una comunità operosa, sobria nei costumi, ma capace di produrre un dolce di grande qualità, apprezzato ben oltre i confini locali.


A completare e arricchire questo quadro interviene il racconto di Giacomo Ursi che, nelle sue Ricerche storiche sull'antichità ed origine di Ruvo del 1835, descrive con maggiore dettaglio il ruolo svolto dalle monache benedettine di San Matteo. Nel monastero ruvese, oggi scomparso, la cotognata non era soltanto preparata, ma trasformata in autentica opera d'arte. Le monache modellavano la pasta in statue, gigli, cagnolini, triglie, baulletti e altre forme minute e raffinate, lavori tanto ben eseguiti da essere inviati a Napoli, a Roma e in luoghi lontanissimi. La cotognata diventava così dono prezioso, espressione di abilità manuale, devozione e gusto estetico.


Con il tempo questa tradizione uscì dai chiostri e si radicò anche nella dimensione domestica. A Ruvo, come in molte comunità del Mezzogiorno, la cotognata divenne uno dei dolci tipici del Natale, preparata in autunno e lasciata riposare per essere servita durante le festività. La sua lunga conservazione la rendeva ideale per il periodo natalizio, quando il dolce non era consumo quotidiano, ma gesto di accoglienza e condivisione.


La preparazione tradizionale segue ancora oggi un ritmo antico. Le mele cotogne, dure e profumate, vengono cotte lentamente finché la polpa si ammorbidisce e prende un colore caldo. Ridotta in crema, la frutta viene rimescolata con pazienza, lasciata addensare sul fuoco e poi stesa ad asciugare, affidandosi al tempo più che alle misure. È un dolce che nasce dall'attesa e che proprio per questo si lega in modo naturale al Natale, tempo di preparazione e di silenziosa cura.


Tra fonti storiche, memorie monastiche e tradizione familiare, la cotognata si rivela così una testimonianza della storia gastronomica rubastina. Un dolce sobrio e insieme raffinato, capace di raccontare una città laboriosa e discreta, che ha saputo trasformare un frutto aspro in una dolcezza destinata a durare nel tempo e nella memoria collettiva.
Altri contenuti a tema
Storia Viva - La tela della Candelora nella chiesa di San Domenico Storia Viva - La tela della Candelora nella chiesa di San Domenico Dalle radici gesuitiche al rocambolesco ritrovamento: cronaca e devozione di un capolavoro ritrovato
Storia Viva - Il San Sebastiano affrescato nella Cattedrale di Ruvo Storia Viva - Il San Sebastiano affrescato nella Cattedrale di Ruvo La storia e le vicende di un’immagine che ha sfidato i secoli
Storia Viva - Via Sant’Antonio tra passato e presente. L’antica chiesa scomparsa e la forza del vicinato Storia Viva - Via Sant’Antonio tra passato e presente. L’antica chiesa scomparsa e la forza del vicinato Documenti d’archivio, devozioni popolari e identità urbana in una delle strade più vive di Ruvo
Storia Viva - Da Ruvo ad Andria e ritorno: quando la storia dei vescovi diventa dialogo tra città Storia Viva - Da Ruvo ad Andria e ritorno: quando la storia dei vescovi diventa dialogo tra città La nomina di Mons. Domenico Basile riannoda un filo lungo quattro secoli
Storia Viva – L’incantevole Epifania di Gaspar Hovic in Sant’Angelo Storia Viva – L’incantevole Epifania di Gaspar Hovic in Sant’Angelo L’Adorazione dei Magi del 1613, un capolavoro fiammingo nella chiesa ruvese
Storia Viva - Un augurio di pietra per il Nuovo Anno nelle sculture di Palazzo Spada Storia Viva - Un augurio di pietra per il Nuovo Anno nelle sculture di Palazzo Spada A Ruvo di Puglia, un antico bassorilievo ci svela la ricetta della felicità tra "certo" e "incerto". Un monito rinascimentale perfetto per i buoni propositi del 2026
Storia Viva - La Cappella della Natività nella Cattedrale di Ruvo Storia Viva - La Cappella della Natività nella Cattedrale di Ruvo La tela dell'Adorazione dei Pastori tra arte e devozione familiare
Storia Viva - La Madonna di Loreto a Ruvo, una devozione antica che ritorna Storia Viva - La Madonna di Loreto a Ruvo, una devozione antica che ritorna Dalla campana del 1483 al dipinto del Novecento, la venerazione lauretana ha attraversato i secoli
© 2001-2026 RuvoViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
RuvoViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.