Madonna di Loreto
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Vita di città

Storia Viva - La Madonna di Loreto a Ruvo, una devozione antica che ritorna

Dalla campana del 1483 al dipinto del Novecento, la venerazione lauretana ha attraversato i secoli

La devozione alla Madonna di Loreto a Ruvo di Puglia è tra le più antiche e significative della città, sebbene oggi sia quasi del tutto scomparsa dalla memoria collettiva. Le prime tracce documentate risalgono al tardo Quattrocento e testimoniano l'esistenza di un luogo di culto dedicato alla Vergine Lauretana, almeno due secoli prima della piena affermazione del santuario marchigiano e della diffusione del culto nel Regno di Napoli.

Il culto della Madonna di Loreto nasce dalla tradizione della Santa Casa, la dimora di Nazareth che, secondo il racconto medievale, sarebbe stata trasportata dagli angeli a Loreto. Dal XIV secolo, Loreto divenne rapidamente un polo di pellegrinaggio di rilevanza europea, grazie alla devozione mariana sostenuta dai pontefici e dagli ordini religiosi. Anche la Puglia accolse presto questo culto: confraternite, cappelle rurali e altari cittadini furono dedicati alla Vergine Lauretana, invocata come protettrice dei viaggiatori, dei naviganti e, più tardi, degli aviatori.

A Ruvo, la più antica testimonianza materiale del culto è una campana del 1483, proveniente dal Monastero di San Matteo e oggi collocata sul campanile della chiesa di San Giacomo al Corso. La sua iscrizione, chiara e dettagliata, recita: "Santa Maria de Lorito ora pro nobis – Hoc opus fecit Angelus Menna de Rubo – Salvator Mundi salva nos – MCCCCLXXXIII – Ioannes Teotonicus fecit."
Questa campana rappresenta una testimonianza straordinaria, suggerendo che già nel 1483 esistesse a Ruvo un luogo di culto dedicato alla Madonna di Loreto. Successivamente, il culto venne trasferito nella chiesa di San Matteo, annessa all'omonimo monastero, dove nel corso del Settecento vi era un altare dedicato alla Vergine.

La soppressione postunitaria del monastero benedettino, nel 1866, segnò un momento di affievolimento della devozione, che tuttavia non si spense del tutto. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, numerosi fedeli, talvolta accompagnati dai sacerdoti o dal Vescovo, continuarono a partecipare ai pellegrinaggi verso il santuario marchigiano di Loreto.

Negli anni Cinquanta del Novecento, la devozione visse una nuova stagione grazie a don Ermete Terzulli, parroco della chiesa di Santa Maria Maddalena. Fu lui a commissionare al pittore barese Umberto Colonna un dipinto raffigurante la Madonna di Loreto, collocato nel terzo altare della navata principale. L'opera ripropone la tradizionale iconografia della Vergine, avvolta nel manto tronco-conico, circondata da cherubini e angeli, con la Santa Casa rappresentata nella parte inferiore come richiamo diretto al santuario marchigiano. Il dipinto, insieme all'altare in stucco e marmo, assume un valore non solo estetico ma anche catechetico e comunitario, diventando un punto di riferimento per la pietà cittadina.

Con il passare degli anni, la devozione conobbe nuovamente momenti di silenziosa attesa, fino a oggi, quando, sotto la guida del nuovo rettore mons. Vincenzo Pellegrini, la fede nella Madonna di Loreto si è riaccesa nella chiesa di Santa Maria Maddalena, testimoniando la capacità di un antico culto di ritrovare vitalità nel presente. La Madonna di Loreto non è più soltanto memoria storica: è simbolo vivo di continuità della fede, protezione e coesione comunitaria, un ponte tra passato e presente che unisce la città in un percorso condiviso di devozione e spiritualità.

Fonti: C. Bucci, Delle antiche chiese di Ruvo, Terlizzi 2014.
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