Mia madre, la mia lingua
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“Mia madre, la mia lingua”: a Ruvo di Puglia la memoria diventa dialogo tra generazioni

Alla RSA M.M. Spada un percorso intergenerazionale promosso dal Centro Studi Cultura et Memoria

Un incontro colmo di significato, dove il tempo non divide ma unisce, e dove la memoria diventa materia viva da condividere. È questo il senso di "Mia madre, la mia lingua", il percorso esperienziale intergenerazionale che si è svolto a Ruvo di Puglia presso la RSA M.M. Spada, trasformando uno spazio di assistenza in un luogo di trasmissione culturale e umana.

Promossa dal Centro Studi Cultura et Memoria, l'iniziativa ha messo in dialogo le storie e i ricordi degli anziani e delle anziane del Metropolis Group e del Centro Diurno per anziani "N. Tedone" con l'ascolto attento e partecipe dei giovani del CIOFS FP di Ruvo di Puglia, dando vita a un incontro che ha attraversato generazioni e sensibilità diverse.

Protagoniste assolute sono state le mani. Mani che raccontano, mani che ricordano, mani che insegnano. Mani che hanno custodito per decenni i gesti quotidiani della vita domestica e della tradizione, e che ora si sono fatte linguaggio e memoria davanti agli occhi dei più giovani.

Attraverso racconti semplici sono riemersi frammenti di vita che appartengono all'identità della comunità ruvese: il pane preparato in casa con pazienza e sapienza antica, i ritmi della quotidianità familiare, i riti della Settimana Santa, le consuetudini e i simboli che per generazioni hanno scandito il tempo della vita comunitaria.

Accanto ai giovani e agli anziani hanno preso parte all'iniziativa anche i volontari del Gruppo Folk Città di Ruvo di Puglia, che hanno contribuito a rievocare atmosfere e sonorità appartenenti alla memoria più profonda del territorio.

Tra sorrisi, sguardi e narrazioni, la tradizione ha così ritrovato voce e presenza, dimostrando come essa non sia un'eredità immobile relegata al passato, ma una linfa vitale che continua a scorrere ogni volta che qualcuno sceglie di raccoglierla e trasmetterla.

Il progetto porta la firma ideativa di Vincenza Tedone per il Centro Studi Cultura et Memoria ed è stato realizzato con il sostegno del Comune di Ruvo di Puglia nell'ambito dell'avviso "Ruvo Solidale – Genera Bellezza", iniziativa dedicata alla promozione di percorsi sociali e culturali capaci di rafforzare i legami della comunità.

Alla realizzazione dell'esperienza hanno inoltre collaborato la formatrice Patrizia Labianca, la fotoreporter Raffaella Mastrorilli e il videomaker Mirko Petrone, che hanno documentato e restituito in immagini e racconti un momento di rara intensità umana.

"Mia madre, la mia lingua" è stato un gesto di cura verso la memoria e, al tempo stesso, un investimento sul futuro della comunità. Perché le tradizioni non appartengono soltanto al passato, continuano a vivere ogni volta che qualcuno le ascolta, le custodisce e le affida alle mani di chi verrà dopo.
  • Centro studi cultura et memoria
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