comune (Foto Grazia Ippedico)
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Attualità

Interventi di inclusione sociale, ecco cosa cambia

L'amministrazione comunale vara un nuovo disciplinare

Un approccio nuovo che armonizza la pluralità degli strumenti a disposizione in un unico programma, un metodo più articolato e integrato e procedure chiare e trasparenti: sono queste le principali novità del nuovo disciplinare per l'accesso agli interventi di inclusione sociale rivolti a persone in situazioni di fragilità economica e sociale adottato nei giorni scorsi dalla Giunta Comunale di Ruvo di Puglia.
Il nuovo disciplinare declina su base locale i principi utilizzati a livello regionale e nazionale nelle misure di contrasto alla povertà, come l'attivazione delle persone nei processi per il raggiungimento dell'autonomia, la presa in carico delle famiglie e non solo dei singoli, la sperimentazione di percorsi di cittadinanza attiva, le pari opportunità, l'equità di accesso e l'omogeneità nell'erogazione degli interventi.
Tre le possibili forme di intervento: il supporto alla fragilità sociale, gli interventi per l'inclusione sociale e quelli per le emergenze.

Nel primo caso, l'accesso ai contributi avviene attraverso un bando annuale. L'ammissione è definita da un punteggio calcolato in base ad indicatori oggettivi che riguardano la composizione del nucleo, la condizione lavorativa dei componenti, la presenza nel nucleo familiare di persone affette da invalidità, anziani o minori di età, la situazione abitativa.
Per l'attivazione di percorsi di inclusione sociale, invece, è possibile presentare richieste a sportello una volta all'anno. Le attività previste in questo ambito comprendono, oltre all'erogazione di prestazioni di natura economica, anche progetti d'aiuto condivisi con i beneficiari e integrati funzionalmente con la rete dei servizi socio-sanitari, assistenziali ed educativi del territorio, con lo scopo di potenziare il capitale umano, relazionale, sociale e lavorativo dell'intero nucleo familiare. Per superare definitivamente l'ottica assistenziale, inoltre, i cittadini richiedenti saranno chiamati a percorsi di cittadinanza attiva attraverso la "collaborazione civica" volontaria, una forma di scambio di risorse tra cittadino e comunità e di responsabilizzazione nei confronti di chi entra in questi programmi di sostegno. L'ammissibilità delle istanze a questo tipo di interventi sarà valutata da una commissione tecnica che garantirà trasparenza, equità e pari opportunità di accesso ai benefici.

Nei casi in cui si verifichino, infine, le situazioni di emergenza descritte nel disciplinare, è possibile richiedere interventi che aiutino a far fronte a difficoltà imprevedibili e di disagio improvvise.
Altra novità è la riparametrazione aggiornata delle fasce reddituali di accesso alla luce dell'attuale normativa regionale e delle finalità specifiche dei vari tipi di intervento. Particolare attenzione è stata riservata alle donne vittime di violenza domestica attraverso la previsione di una tipologia di intervento ad hoc finalizzata a creare strumenti concreti per agevolare la fuoriuscita dalle situazione di abuso da parte delle vittime, così come stabilito, tra l'altro, dalla Convenzione Internazionale di Istanbul.
"Questo disciplinare – spiega la vicesindaca, Monica Montaruli - ha natura sperimentale: sarà applicato per due anni e, poi, si procederà al monitoraggio dei risultati. L'obiettivo fondamentale è quello di creare politiche integrate in grado di favorire concretamente l'inclusione sociale, di contrastare in maniera efficace la povertà educativa e affettiva di bambini e bambine che crescono in contesti familiari fragili, di prevenire efficacemente e tempestivamente le situazioni di degrado e di devianza sociale e relazionale, di contenere la spesa relativa a questo tipo di interventi per incrementare l'attivazione di servizi realmente in grado di creare opportunità e autodeterminazione per i beneficiari. Per questo, nel disciplinare sono stati inseriti una serie di strumenti che, utilizzati in maniera sinergica con l'intero sistema di welfare locale, tendano a migliorare concretamente la qualità di vita di tanti nuclei familiari che sono a rischio di emarginazione sociale o che vivono, a volte da lungo tempo, situazioni di estrema vulnerabilità.
Ringrazio i Consiglieri della Commissione Politiche Sociali per avere contribuito con i loro suggerimenti e in un clima di confronto costruttivo al raggiungimento di questo importante risultato."
  • inclusione sociale
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