Storia Viva . Misteri
Storia Viva . Misteri
Vita di città

Storia Viva - Speciale Riti di Passione: Il Venerdì Santo a Ruvo negli occhi di un bambino

Dal racconto di Domenico Cantatore alla processione di oggi. Memoria, fede e meraviglia

A Ruvo di Puglia c'è un momento, nel cuore del Venerdì Santo, in cui il tempo sembra sospendersi. È quello che il pittore Domenico Cantatore racconta con gli occhi di un bambino nel suo Ritorno al Paese: un tempo senza lampioni, senza rumori moderni, illuminato soltanto da tremolanti fiammelle e da una fede antica, quasi primordiale.

La sera del Venerdì Santo non è mai stata una sera qualunque. Le luci pubbliche si spegnevano e, improvvisamente, il paese si trasformava in un cielo rovesciato: balconi punteggiati di lumini colorati, come stelle cadute tra le case. La strada diventava teatro e comunità insieme. Uomini e donne, seduti fuori dalle loro abitazioni, aspettavano in silenzio l'arrivo del sacro corteo. E i bambini — infreddoliti, silenziosi — trovavano rifugio accanto alle madri, nel tepore delle loro gonne, con gli occhi pieni di attesa.

Poi, in lontananza, il suono. Cupo. Lento. Inesorabile. Il tamburo.
È da lì che cominciava tutto. Ed è da lì che comincia ancora oggi.

La processione avanza ancora come un respiro collettivo. Gli stendardi ondeggiano tra le case, grandi come vele nel buio, mentre le statue emergono una dopo l'altra come visioni. Il Cristo nell'orto, vestito di scarlatto, appare per primo e, al suo passaggio, il mondo si inginocchia. Inizia a sfilare il racconto degli ultimi momenti terreni di Cristo.

E tra la folla, come racconta Cantatore, c'era anche lui: quel bambino vestito da arcangelo. La corazza di latta gli brillava addosso, troppo grande per il suo corpo, troppo pesante per il suo cuore. La madre lo accompagnava, gli parlava, lo raccomandava — ma lui non rispondeva. Taceva, per non spezzare l'incanto.
Quando entra nella processione, tutto cambia.

L'incenso crea una nebbia luminosa, irreale. Le fanciulle vestite di bianco gettano fiori. Le luci ad acetilene avvolgono ogni cosa in un chiarore argenteo. Il bambino non sente più le voci, non distingue più i rumori: è sospeso in un sogno sacro. Cammina, passo dopo passo, con la spada sollevata, immerso in una dimensione che non è più quella della strada, ma nemmeno ancora quella del cielo.

Eppure, a tenerlo ancorato alla realtà, restano dettagli minimi: le scarpe polverose degli uomini, le pietre dell'acciottolato sotto i piedi. Segni concreti di un mondo che continua, mentre il rito lo trasfigura.

Quella stessa processione, oggi, continua a vivere a Ruvo di Puglia, custodendo nei secoli gesti e simboli. I riti del Venerdì Santo si aprono alle 12 con il trasferimento del Cristo Morto dalla Chiesa del Carmine alla Cattedrale, dove si celebra l'Azione liturgica della Passione. Il simulacro incontra l'Addolorata in un momento di intensa teatralità sacra: un tempo suggellato da un abbraccio struggente, quasi un dialogo muto tra madre e figlio.

Poi, nel pomeriggio inoltrato, dalla Chiesa del Carmine escono i Misteri: numerose statue che raccontano la Passione in sequenza, dal Getsemani fino alla Croce. Tra tutte, il Cristo al Calvario — opera dell'altamurano Filippo Altieri — è forse il più amato, carico di devozione popolare e memoria collettiva, ieri come oggi.

Come racconta Cantatore, un tempo, dietro quella statua avanzava un penitente scalzo, con la croce sulle spalle. Figura ambigua e potentissima: venerata e derisa, umana e simbolica insieme. Era, in fondo, lo specchio della comunità, con le sue contraddizioni.

E così, tra passato e presente, il racconto di Cantatore continua a parlarci.

Perché quel bambino che si perde nella luce dell'incenso, che cammina senza sentire il peso del mondo, è ancora lì — ogni anno — tra le strade di Ruvo, vestito oggi con la tunica scarlatta del Cristo portacroce, con l'abito azzurro intenso della Vergine, con i panni della Maddalena.

Quei bambini, forse, rappresentano ognuno di noi.

E quando la processione si scioglie nella notte, quando i passi rallentano e le luci si affievoliscono, resta una stanchezza dolce, quasi irreale. Come quel ritorno a casa del piccolo Domenico, in dormiveglia, con l'armatura ancora addosso e le mani degli altri bambini che la sfiorano.

Segno che, per una sera, si è stati parte di qualcosa di più grande.
Di qualcosa che non si spiega.
Ma si ricorda.
Altri contenuti a tema
Storia Viva - Dall’ambulatorio ai flutti: come la prescrizione del medico ruvese Cotugno inventò la scienza del nuoto Storia Viva - Dall’ambulatorio ai flutti: come la prescrizione del medico ruvese Cotugno inventò la scienza del nuoto In pieno Illuminismo, una grave crisi di salute portò il canonico pugliese Oronzo De Bernardi a scrivere il primo trattato scientifico sull'arte del galleggiamento.
Storia Viva - L'Arciconfraternita del Carmine, il più antico sodalizio ruvese Storia Viva - L'Arciconfraternita del Carmine, il più antico sodalizio ruvese Dal 1604 a oggi, una storia di fede e arte che continua a raccontare l'identità di una comunità
Storia Viva - Il filo della memoria in via Rogliosa, la storia dietro l’icona della Madonna Storia Viva - Il filo della memoria in via Rogliosa, la storia dietro l’icona della Madonna Storia e origini della Vergine col Bambino di via Rogliosa, fedele riproduzione di un capolavoro del XVI secolo
Storia Viva - Quando le nozze finivano sui quotidiani. Il matrimonio Spada–Marini d'Armenia nel 1908 Storia Viva - Quando le nozze finivano sui quotidiani. Il matrimonio Spada–Marini d'Armenia nel 1908 La cronaca pubblicata il 23 aprile 1908 offre uno straordinario spaccato della società ruvese di inizio Novecento
Storia Viva - Francesco Caldarola, il generale col camice e la sua guerra per salvare la vita nelle trincee e nel gelo di Russia Storia Viva - Francesco Caldarola, il generale col camice e la sua guerra per salvare la vita nelle trincee e nel gelo di Russia Dietro il nome di una via a Ruvo di Puglia, la storia straordinaria di un medico militare
Storia Viva - Nicola Boccuzzi, l'eroe ruvese dei "due mondi" della Medicina Storia Viva - Nicola Boccuzzi, l'eroe ruvese dei "due mondi" della Medicina La vita straordinaria di un medico da Ruvo di Puglia all'Argentina
Storia Viva - C'era una volta l'Ottavario del Corpus Domini a Ruvo di Puglia... Storia Viva - C'era una volta l'Ottavario del Corpus Domini a Ruvo di Puglia... Tradizioni dimenticate nella festa principale dell'interno anno
Storia Viva - 2 Giugno 1946, i risultati del Referendum istituzionale e della Costituente a Ruvo Storia Viva - 2 Giugno 1946, i risultati del Referendum istituzionale e della Costituente a Ruvo La radiografia del voto nella comunità rubastina all'alba della Repubblica
© 2001-2026 RuvoViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
RuvoViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.