Palazzo Spada
Palazzo Spada
Vita di città

Storia Viva - Un augurio di pietra per il Nuovo Anno nelle sculture di Palazzo Spada

A Ruvo di Puglia, un antico bassorilievo ci svela la ricetta della felicità tra "certo" e "incerto". Un monito rinascimentale perfetto per i buoni propositi del 2026

Se ci sono giorni in cui tutti, indistintamente, guardiamo al futuro cercando segnali di buon auspicio, sono proprio i primi di gennaio. Ci auguriamo fortuna, abbondanza e felicità. Ma cosa sono davvero queste virtù? A Ruvo di Puglia, le pietre di un antico palazzo rispondono a questa domanda da quasi cinque secoli, con una saggezza che vale più di mille oroscopi.


Prima di svelare l'enigma, dobbiamo varcare la soglia di quello che oggi conosciamo come Palazzo Spada. Situato nel cuore del centro storico, questo gioiello dell'architettura rinascimentale (XVI secolo) racconta le vicende di due grandi famiglie.
Originariamente fu la dimora dei Rocca, potente casato che diede i natali a personaggi illustri come il magistrato Orazio Rocca. Per lungo tempo l'edificio fu il cuore pulsante della vita civile, fungendo da Universitas (l'antico municipio) e Palazzo di Giustizia, prima di passare alla famiglia Spada che vi appose il proprio stemma sul portale. Ma il vero tesoro si nasconde all'interno: varcato l'atrio, una monumentale balaustra scolpita accoglie il visitatore con sette riquadri allegorici. È qui, nel quarto riquadro, che i signori di un tempo hanno voluto scolpire un messaggio per i posteri.


Guardando il bassorilievo, la prima figura che ci colpisce è una donna maestosa: è la Felicità (o Macaria per i greci). Ha in mano i simboli che tutti vorremmo trovare nel nuovo anno: il caduceo (le virtù) e la cornucopia (l'abbondanza). Tuttavia, lo scultore ci lancia un avvertimento sottile: la donna sembra seduta comodamente, ma sotto di lei non c'è nulla. Siede sul "niente". È l'immagine della certezza di ciò che abbiamo oggi: reale, tangibile, ma mai eternamente stabile.
Dalla Felicità si stacca un giovane alato, il Favore, che corre in equilibrio precario su una ruota. È la smania del successo rapido, seguito inevitabilmente da due figure inquietanti: l'Invidia (una donna scarna con un nido di serpenti in mano) e l'Adulazione (che giura il falso portandosi la mano al petto).


Verso chi corre questo corteo frenetico? Verso un altro giovane, il Buon Evento. Egli promette meraviglie, offrendo una coppa. Ma attenzione all'altra mano: regge un papavero e una spiga. Come spiega l'iconografia del Cartari, questi sono simboli di caducità. Il papavero e la spiga matura durano un attimo: basta un soffio di vento o un inciampo della sorte per farli cadere.
Sotto la scena, un'iscrizione latina "ACRESCO IL BENE A TE CHE NON INCIAMPI QUAL PAPA VERO IN ORTO O SPICA IN CAMPI" ci svela il senso profondo dell'opera. Il Buon Evento rappresenta l'ignoto, il desiderio di avere ancora di più, rischiando però di perdere tutto ciò che si è costruito.


Qual è, dunque, la lezione che Palazzo Spada ci regala per questo Capodanno? Macaria (la certezza di ciò che siamo) e il Buon Evento (l'incertezza di ciò che vorremmo) sono i due estremi della nostra vita. L'ammonimento scolpito nella pietra è chiaro: "Non rischiare lasciando il certo per l'incerto".
Non è un invito all'immobilità, ma alla saggezza. L'augurio per questo nuovo anno non è di rincorrere una fortuna cieca e sfuggente come un papavero al vento, ma di riconoscere e consolidare la felicità che già possediamo.

Buon Anno e buona Storia Viva a tutti.

Fonti: N. De Leo, Palazzo Spada e i suoi dintorni a Ruvo di Puglia, 2022
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